Siamo su un treno che viaggia a ritroso, alla spasmodica ricerca di un’antica stazione.
Dopo innumerevoli e inadeguate fermate, siamo diretti, a tutta forza, verso il fatidico capolinea.
Inutile il sangue sin’ora versato, inutili gli eroi, i prigionieri di guerra, i vincitori e i vinti.
Vani i ragionevoli tentativi di chi si è battuto e continua a battersi per una DEMOCRAZIA che si è, ormai, svuotata della sua essenza…Ma poi, che cos’è “questa Democrazia?
Walt Whitman, in “Prospettive democratiche”, affermava nel lontano 1995:
«Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto.»
Non credo si sbagliasse…
…il termine DEMOCRAZIA deriva dal greco DEMOS: popolo e KRATOS: potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Governo del popolo? Ma quando mai?
Risultiamo già da tempo, burattini nelle mani di registi occulti, sprovvisti di buon senso, poveri di valori e privi di coscienza, allestitori di un’Italia ridotta ad un banchetto imbandito a cui cani e porci sono liberi di parteciparvi e sfamarsi fino a pancia satolla.
E allora ben vengano i tiranni di Marcello Veneziani, ma in forma un po’ più contenuta, ne basterebbero tre, uno per il nord, uno per il centro e uno per il sud, così da schiaffeggiare moralmente “ l’imprudente Garibaldi”, che non riuscendo a fare di tutta l’erba un FASCIO, si è ritrovato a stringere nel pugno una rosa, una margherita e un ramoscello d’ulivo.
…e se di DITTATURA non è lecito parlarne, conferiamo, quanto meno a un organo federale credibile, autoritario e garante la possibilità di fissare una struttura sistematica per il recupero di una nazione che dell’Unità riconosce solo il significato fine a se stesso, in virtù di uno stato di abbandono, in cui risulta perfino impossibile ricomporre gli innumerevoli brandelli………italiani!
martedì 6 novembre 2007
giovedì 25 ottobre 2007
OLTRE AL DANNO LA BEFFA...
Ogni tanto è giusto celebrare anche i successi del governo Prodi. Per frenare il fenomeno dei romeni e dei rom che scendono a delinquere qui da noi, il ministro degli Interni di Bucarest ha infine dato «completa disponibilità a raddoppiare il numero dei poliziotti in Italia». Erano cinque. Diventeranno dieci. Forse addirittura undici, se si rendesse necessario iscrivere la squadra degli agenti balcanici al campionato di calcio del Viminale. Riusciamo solo a immaginare le trattative frenetiche che hanno preceduto l’avvio di una collaborazione internazionale che i libri di storia saluteranno come Il Grande Raddoppio: riunioni notturne, telefoni bollenti, inesausto sfrecciare di aerei di Stato fra la Romania e la Roma nostra. Un utilizzo intelligente del tempo e del denaro pubblico, perché era ora che in questo Paese in bolletta qualcosa cominciasse finalmente a raddoppiare, e non potevano di certo essere gli stipendi dei precari, tant'è che...
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mercoledì 24 ottobre 2007
IN DEXTRO TEMPORE

Marcello Veneziani: scrittore, giornalista e studioso di filosofia.
Si descrive: Provengo da studi filosofici e ho scritto alcuni libri di filosofia politica e di storia delle idee. Mi occupo del Novecento, ma sono anche giornalista, ed ho fondato alcune riviste. Ho però un "vizio incurabile": sono liberamente, ma profondamente, di destra.
"In dextro tempore" era un'espressione usata nell'età classica, per indicare tempi buoni e augurali, poiché la parola destra si identificava sempre con la pienezza dell'essere, con il bene, con l'Alto. Se il linguaggio della classicità era abbastanza chiaro su questo concetto, come su quello opposto di sinistra, negli ultimi due secoli si giunge al rovesciamento del significato della coppia destra-sinistra, cosicché oggi ci si trova nella quasi impossibilità di definire con chiarezza, considerando la realtà e la storia italiana di questo secolo, proprio uno dei due termini, che sembrava il più semplice: la destra, e con essa i suoi valori di ieri, ma soprattutto di oggi.
sabato 20 ottobre 2007
Dal discorso di Alemanno (13/10/2007)...PRINCIPIO BASE DEL NOSTRO CREDO:
venerdì 19 ottobre 2007
LA BASE DEI NOSTRI PRINCIPI
Identità, orgoglio, attaccamento alle proprie radici storiche e cultura. Sono queste le nostre parole d'ordine in una società sempre più omologata e omologante, non più in grado di dar vita ad un qualsivoglia confronto.
Una società, quella in cui viviamo, figlia di un mondo globalizzato e ormai prossima a partorire un sistema unico, con un'unica cultura, un unico modo di vestire, di mangiare, di pensare, un sistema inevitabilmente ingiusto e totalmente appiattito.
Una società, quella in cui viviamo, figlia di un mondo globalizzato e ormai prossima a partorire un sistema unico, con un'unica cultura, un unico modo di vestire, di mangiare, di pensare, un sistema inevitabilmente ingiusto e totalmente appiattito.
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I CARDINI DEL NOSTRO IDEALE
NESSUN UOMO è SIMILE AD UN ALTRO.
LA RAZZA STA NELLA CULTURA E NON NEL CORPO.
UN POPOLO NON DEVE SENTIRSI OSPITE NEL PROPRIO PAESE.
PER L’INDIVIDUO CONTRO OGNI MASSA E MASSIFICAZIONE.
CONTRO LA MASSONERIA PER L’ELITE DEI SAGGI.
